Rai per una notte (indimenticabile)
Quella di ieri non è stata una semplice serata. Il 25 marzo moltissime persone in Italia hanno potuto vivere parte di quel desiderio che sentivano ormai spento. Il desiderio di vedere finalmente una televisione pulita, in cui potersi riconoscere come popolo onesto.
Ieri sera, la combriccola di disubbidienti capitanata da Michele Santoro e Marco Travaglio, è riuscita a devastare la censura imposta dal regime berlusconi con un’iniziativa autogestita di informazione libera.
In diretta dal palazzetto dello sport Paladozza di Bologna, è stata trasmessa in internet e in oltre 40 emittenti televisive locali, una edizione speciale di AnnoZero, volta a raccontare tutto quello che in questo mese ci è stato nascosto. Nonostante anche questa stupenda iniziativa sia stata costretta a rifugiarsi in internet senza un minimo di visibilità nei media nazionali, i dati di ascolto la classificano come la più grande iniziativa web italiana della storia, con 120mila download contemporanei.
Con questo articolo vorrei riuscire a far viver parte di quell’incredibile emozione, a tutti quelli che non hanno potuto viverla in diretta perché non erano a conoscenza dell’evento. La società in cui crediamo di vivere non è altro che l’immagine riflessa di quello che ci viene raccontato in televisione. Da anni ci viene rifilato lo stesso modello di società pieno di attacchi e odio, in cui un pensiero politico diverso da quello ufficializzato dai piani alti, deve essere vissuto come un accatto terroristico di uno squilibrato.
Dopo essermi emozionato davanti a questo grande desiderio comune di cambiamento, non ho potuto fare a meno di chiedermi quanto sarebbe migliore la nostra società se diventasse il riflesso dei sentimenti di democrazia, libertà e fratellanza espressi ieri sera a Bologna.
Le tv di berlusconi ci vogliono portare a pensare che chiunque non conosciamo sia un nostro potenziale nemico. Ci vogliono mantenere nell’ignoranza per continuare a camminare sulle nostre teste senza darci la possibilità di difenderci.
Ieri sera, chi non si rispecchia in questo modello di società ha avuto l’occasione di non sentirsi più solo. Migliaia di persone unite nel credere in una società basata sul rispetto dei diritti e sulle leggi uguali per tutti. Tutte con lo stesso desiderio di veder cambiare le cose, tutte d’accordo nel dire che l’Italia ha voglia di ricominciare partendo dal basso, partendo dal popolo.
L’Italia si è rotta il cazzo dei politici. Ci siamo rotti i coglioni di quei bastardi che ci governano pensando solo a come vivere sempre più sulle nostre spalle raccontando le loro finte buone intenzioni. Siamo stufi di giornalisti e “opposizione” che interpretano staticamente i loro finti ruoli solo per catturare all’interno del regime anche i voti di chi ne è contrario.
Il Popolo vuole rappresentarsi in prima persona perché ha capito che la classe politica attuale continuerà sempre a fare solo i propri interessi. Per farlo ha solo bisogno di tornare a crederci. Gli eventi come ieri sera e il No-B Day rigenerano una parte di quella coscienza di se che il Popolo italiano ha perso rimanendo vittima del berlusconismo.
La speranza nasce dal fatto che ieri sera è stato solo l’inizio di una svolta. La realizzazione della puntata straordinaria di Anno Zero di ieri sera è costata 120 mila euro, di cui 60mila costituiti da donazioni popolari di persone che hanno creduto in questa iniziativa. Questi dati si rivelano ancora più sconvolgenti se confrontati con i 230mila euro richiesti per una puntata normale, e con i 124 mila euro richiesti per 10 secondi di pubblicità durante il grande fratello. Ciò significa che una nuova strada per l’informazione si è già aperta. Se sarà necessario potremo abbattere nuovamente le censure di regime. Se molti italiani possono pagare 60 euro l’anno per vedere le partite di calcio, non è difficile immaginare di avere una informazione libera autofinanziata dal Popolo con la stessa cifra.
Questa società ha bisogno di rivoluzione; non della rivoluzione che è tanto facile da criticare da fa del qualunquismo un arte (citando …), ma di una rivoluzione culturale che abbatta l’ignoranza per riportare al primo posto la libertà di informazione e di espressione.
Concludo dicendo che per me è stata una serata di vere emozioni che spero siano condivise da molti, e spero di aver invogliato qualche diffidente ad andare su youtube almeno per vedere di cosa si è trattato .
Ciao e grazie a tutti i lettori
“ Odiare i mascalzoni è cosa nobile perché a ben vedere significa onorare gli onesti “